Ecco tutti i nomi della cupola che governa l'Europa. Ci sono cinque italiani.

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di Sergio Di Cori Modigliani

 

Parliamo di cose serie e cominciamo a fare i nomi. Veri.

Quali sono le personalità più influenti nel mondo politico-economico, in Italia?

Berlusconi? Letta? Alfano? Cicchitto? D'Alema? Casini? Monti?......

Nessuno di questi. 
Sono tutti intercambiabili. 
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste nell'imbonire gli italiani, ciascuno secondo le proprie competenze, per far loro credere di vivere sotto una democrazia e quindi eseguire gli ordini dei loro veri padroni.

Chi decide in Europa?

Merkel? Van Rompuy? Olli Rehn? Barroso? Draghi?

Nessuno di questi. 
Sono tutti intercambiabili. 
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste ecc., ecc.

 

Se io vi dicessi che, oggi come oggi, la persona più importante, più influente, e decisiva, nel campo delle tematiche sociali in Italia -tanto per fare un esempio- è un certo Carlo Bozotti, il 99,99% dei lettori si metterebbe a dire sostenendo "ma chi lo conosce a questo?".

Infatti.

Qui sta il punto.

 

Chi decide in Europa è un pugno di uomini, ben allenati, amici tra di loro di lunga data.

Sono una cinquantina.

Costoro, sono la vera cupola che sovrintende ai destini degli europei. 

Loro decidono chi governa e chi non lo fa. Loro stabiliscono se l'Italia avrà le larghe intese, se la Germania avrà la grossekoalition e se è il caso che il Belgio abbia o non abbia un governo. 

Loro decidono quali Leggi far passare in Italia e nel resto d'Europa.

Loro decidono quanti disoccupati ci devono essere o non essere e se le imprese italiane devono o non devono essere pagate.

Sono tutti membri del più potente club del pianeta Terra.

In confronto, il Bilderberg è folclore per nuovi ricchi a caccia di status sociale da esibire.

Ecco, qui di seguito, tutti i nomi suddivisi per nazionalità e ordine alfabetico. 

 

Chairman

Leif Johansson

Ericsson

Sweden

Vice-Chairmen

Benoît Potier

Air Liquide

France

Peter Löscher

Siemens

Germany

 

 

 

 

 

 

 

Members

Gerhard Roiss

OMV

Austria

Jean-Pierre Clamadieu

Solvay

Belgium

Thomas Leysen

Umicore

Belgium

Nils S. Andersen

A.P. Moller - Maersk

Denmark

Antti Herlin

Kone

Finland

Pierre-André de Chalendar

Saint-Gobain

France

Christophe de Margerie

TOTAL

France

Bruno Lafont

Lafarge

France

Gérard Mestrallet

GDF SUEZ

France

Jim Snabe

SAP

Germany

Tom Enders

EADS

Germany

Marijn Dekkers

Bayer

Germany

Heinrich Hiesinger

ThyssenKrupp AG

Germany

Kasper Rorsted

Henkel

Germany

René Obermann

Deutsche Telekom

Germany

Norbert Reithofer

BMW Group

Germany

Johannes Teyssen

E.ON

Germany

Kurt Bock

BASF

Germany

Dimitri Papalexopoulos

Titan Cement

Greece

Zsolt Hernádi

MOL

Hungary

Gary McGann

Smurfit Kappa Group

Ireland

Franco Bernabè

Telecom Italia

Italy

John Elkann

Fiat

Italy

Carlo Bozotti

STMicroelectronics

Italy

Rodolfo De Benedetti

CIR

Italy

Paolo Scaroni

Eni

Italy

Svein Richard Brandtzaeg

Norsk Hydro

Norway

Jacek Krawiec

PKN Orlen

Poland

Paulo Azevedo

SONAE

Portugal

Ignacio S. Galán

Iberdrola

Spain

Antonio Brufau

Repsol

Spain

Pablo Isla

Inditex

Spain

César Alierta Izuel

Telefónica

Spain

Olof Persson

Volvo

Sweden

Jacob Wallenberg

Investor AB

Sweden

Severin Schwan

F. Hoffmann-La Roche

Switzerland

Paul Bulcke

Nestlé

Switzerland

Ton Büchner

AkzoNobel

The Netherlands

Jean-François van Boxmeer

Heineken

The Netherlands

Frans van Houten

Royal Philips Electronics

The Netherlands

Peter R. Voser

Royal Dutch Shell

The Netherlands

Güler Sabanci

Sabanci Holding

Turkey

Jan du Plessis

Rio Tinto

United Kingdom

Vittorio Colao

Vodafone Group

United Kingdom

Ian Davis

Rolls-Royce

United Kingdom

Carl-Henric Svanberg

BP

United Kingdom

Willie Walsh

IAG

United Kingdom



 

Il Club è nato nel 1982 e fortemente voluto, allora, da Ronald Reagan che ne affidò l'iniziale cura a Licio Gelli;  costituisce lo zoccolo duro delle persone che prendono ogni decisione in Europa. Complessivamente è stato calcolato che hanno a disposizione un budget intorno a 1,28 miliardi di euro, utili per pagare (e soprattutto coloro) che si dimostra necessario mettere nella lista della spesa per far varare leggi, dispositivi, spostare capitali, lanciare leader politici, ecc.

Il club si chiama ERT EUROPE.

Tranquilli! ecco il link: http://ert.eu/

E' ufficiale. Non sono più clandestini. Lo erano fino a pochi mesi fa.

Ormai, convinti di aver vinto, si sono aperti il loro bravo sito dove si presentano per ciò che essi sono, suddivisi per segmenti, settori di competenze, segmenti di mercato.

I fondatori, circa 30 anni fa, sono le persone che vedete nella fotografia in bacheca. Loro sono davvero orgogliosi (e lo comprendo) delle loro origini. Le persone che vedete nella immagine sono: 

Karl Beurle (Thyssen), Carlo De Benedetti (Olivetti), Curt Nicolin (ASEA), Harry Gray (United Technologies), John Harvey - Jones (ICI), Wolfgang Seelig (Siemens), Umberto Agnelli (Fiat), Peter Baxendell (Shell), Olivier Lecerf (Lafarge Coppée), José Bidegain (Cie de St Gobain), Wisse Dekker (Philips)Antoine Riboud (BSN), Bernard Hanon (Renault), François-Xavier Ortoli (EC), Pehr G. Gyllenhammar (Volvo), Etienne Davignon (EC), Louis von Planta (Ciba-Geigy), Helmut Maucher (Nestlé). 

Questo era il nucleo storico. Alcune di queste persone non esistono più, decedute, come Umberto Agnelli, Harry Gray e altri ancora. Alcune aziende sono state incorporate da altre e quindi i rappresentanti sono cambiati. Ma il progetto, la strategia e la finalità del 1982 rimane la stessa: gestire l'Europa Occidentale come piace a loro.

Controllano il 75% della produzione mediatica europea. Mediaset la controllano attraverso gli incroci azionari trasversali e Berlusconi non lo hanno mai voluto dentro perchè lo considerano inattendibile e inaffidabile, troppo individualista per i loro gusti, gli danno ordini dall'esterno. Controllano le borse, i mercati, gli investimenti industriali. Stabiliscono le assunzioni nelle corporation, nelle aziende statali strategiche, le commesse militari, chi deve andare su, chi deve andare giù, chi deve andare a dirigere i canali televisivi, i giornali, le banche.

Le persone di questa lista, tutte insieme, hanno 1.500 uffici (perfettamente legali) a Bruxelles nei quali si dedicano e si occupano di lobby gestendo i rapporti con le apposite e specifiche commissioni europee. 

Parlare quindi di Berlusconi o di Letta è inutile; sono persone che non contano nulla. 

Questi sono quelli che decidono.

La loro attività è stata spulciata, monitorizzata e analizzata nell'ultimo anno da un migliaio circa di folli internauti (tra cui il sottoscritto) disseminati in Europa e California e dalla prossima settimana, partendo dalla Francia, inizia il processo di presentazione pubblica della cupola. Un gruppo di giornalisti investigativi anglo-americani, in accordo con un gruppo di intellettuali francesi e austriaci, hanno prodotto un documentario nel quale raccontano le gesta dei 15.650 impiegati a pieno regime che lavorano a Bruxelles per questa organizzazione al fine di fare business. Puro business. Loro sono i monarchi, noi siamo i loro sudditi. Per queste persone noi non esistiamo come esseri umani, siamo -come ha ben sintetizzato il grande sociologo Zygmunt Bauman- un danno collaterale.

Il loro obiettivo strategico, in questa fase attuale, consiste nel distruggere ogni tentativo di costruire modelli di cittadinanza attiva e di opposizione ai partiti che loro controllano e finanziano in Europa. Dalla prossima settimana, inizia la diffusione in diverse città di Europa del documentario intitolato "The Brussels Bussiness" e diretto da Friedrich Moser e Mathieu Lieuthert che verrà proiettato in diverse città europee e poi diffuso anche in rete. Successivamente, comunicherò dove e quando è possibile vederlo a Roma, Milano, Palermo, Bologna. 

E' intorno a questo club che si gioca la partita d'Europa; è fondamentale, quindi, conoscerne la genesi, la modalità di comportamento, la strategia di impiego. In tal modo sarà utile poter cominciare a parlare delle questioni vere sapendo chi sono gli interlocutori veri, di cui in televisione e sul cartaceo non sentirete mai neppure una parola al riguardo. 

Sono suddivisi in settori: 

Competition Policy

Chairman: Jacob Wallenberg Convenor: Wolfgang Kopf Contact: Roeland Van der Stappen

Competitiveness

Chairman: Peter Löscher Convenor: Contact: Roeland Van der Stappen

Energy & Climate Change

Chairman: Bruno Lafont Convenor: Vincent Mages Contact: Kimberley Lansford

Raw Materials

Chairman: Convenor: Gunnar S. Jungk Contact: Roeland Van der Stappen

Societal Changes

Chairman: Carlo Bozotti Convenor: Tjerk Hooghiemstra Contact: Kimberley Lansford

Trade and Market Access

Chairman: Nils S. Andersen Convenor: Anders Würtzen Contact: Roeland Van der Stappen


CFO Task Force

Chairman: Peter R. Voser Convenor: Simon Henry Contact: Roeland Van der Stappen

(n.d.r: per CFO si intende tutta la normativa europea che riguarda finanza pubblica, suo impiego, sua tassazione, sua normativa)

Il nostro bravo Bozotti che dirige e coordina tutti gli aspetti legati alle politiche sociali in Europa è uno dei più importanti imprenditori italiani, leader nella produzione dei semi-conduttori, che ha il compito di assumere il controllo di tutta la produzione elettronica imbavagliando la rete. L'importanza del suo nome e della sua posizione è venuta fuori grazie al pragmatismo anglo-sassone. Un blogger, infatti, che si occupa di finanza, è rimasto colpito dal fatto che per ben tre volte il nostro concittadino entrasse dentro importanti aziende, le facesse fallire, e quando erano decotte poi venisse saldato con parcelle principesche. In una pubblicazione on line di cui avete qui il link http://www.electronicsweekly.com/mannerisms/shenanigans/bozottis-bonus-2012-05/ 

si chiedeva come mai ciò avvenisse, e poi si è dato da fare e ha costruito per noi la biografia di questo imprenditore, gentilmente condivisa con il popolo della rete

http://www.leadersmag.com/issues/2012.1_Jan/ROB/LEADERS-Carlo-Bozotti-STMicroelectronics.html

Qui di seguito c'è la biografia del nostro sconosciuto imprenditore: Carlo Bozotti has held his current position since March 2005. He is the sole member of the Management Board and chairs the company’s Corporate Executive Committee and Corporate Strategic Committee. Bozotti also serves as Vice-Chairman of the Board of Directors at ST-Ericsson SA. He joined SGS-ATES (later renamed SGS Microelettronica), a predecessor company to STMicroelectronics, in 1977. Ten years later, SGS Microelettronica of Italy merged with Thomson Semiconducteurs of France and is today STMicroelectronics, which is among the leading semiconductor companies worldwide, Bozotti became General Manager of the Telecom Product Division and, subsequently, he was promoted to Director of Corporate Strategic Marketing and Key Accounts, and later, to Corporate Vice President, Marketing and Sales, Americas. In 1994, Bozotti was appointed Corporate Vice President for Europe and the Headquarters Regions. From 1998 to 2005, he served as Corporate Vice President and General Manager of the Memory Products Group. In 2011, Bozotti began a second (nonconsecutive) term as the President of the European Semiconductor Industry Association (ESIA). He graduated with a degree in Electronic Engineering from the University of Pavia, Italy.

Queste sono le persone che "stanno facendo oggi l'Europa e hanno fatto l'Europa così come oggi essa è". 

E' compito di ogni europeo pensante, di ogni professionista della comunicazione, di ogni intellettuale, di ogni libero cittadino, diffondere i nomi e ogni mansione e caratteristica pertinente di questi personaggi. Sapere chi sono e che cosa fanno e come lo fanno è fondamentale per aumentare le possibilità statistiche di poter vincere la battaglia europea per fermare questo massacro e avviare un processo di rifondazione dell'Europa dei Diritti Civili, della Cultura, della Civiltà. 

Se non sappiamo neppure chi sono come possiamo minimamente pensare di essere in grado di poterli contrastare?